i 10 discorsi più influenti sulla parità di genere (nel cinema e non solo)

i 10 discorsi più influenti sulla parità di genere (nel cinema e non solo)

Scrittrici, giornaliste, attrici… in molte si sono esposte negli anni in merito alla parità di genere. Vediamo quali sono stati i discorsi femministi più influenti dagli anni ’70 ai giorni nostri.

1) Gloria Steinem e il “Il messaggio alle donne d’America” (1971)

Era il 10 luglio 1971 quando la scrittrice statunitense Gloria Steinem pronuncia il suo “messaggio alle donne d’America” in occasione della fondazione del Comitato politico nazionale delle donne (National Women’s Political Caucus – NWPC) a Washington. Quello della Steinem non solo è considerato uno dei più grandi discorsi del XX secolo, ma ha fatto sì che si formasse il “Movimento delle donne” americane.

«Questa non è una semplice riforma. È davvero una rivoluzione. Il sesso e la razza, essendo differenze facili e visibili, sono stati i modi principali di organizzare gli esseri umani in gruppi superiori e inferiori e nel lavoro a basso costo da cui dipende ancora questo sistema. Stiamo parlando di una società in cui non ci saranno ruoli diversi da quelli scelti o guadagnati. Stiamo davvero parlando dell’umanesimo».

2) Il discorso di Emma Thompson agli Oscar (1993)

 Nel 1993 l’attrice londinese Emma Thompson vince l’Oscar come “miglior attrice protagonista” in Howards End. A conferirle il premio Anthony Hopkins, anch’egli presente nel film.

  «Voglio dedicare quest’Oscar al coraggio delle donne, con la speranza che possa ispirare la creazione di eroine dello schermo più autentiche a rappresentarle».

  3) Halle Berry, la prima donna afroamericana a vincere l’Oscar (2002)

Nel 2002 l’attrice afroamericana Halle Berry vince la statuetta d’oro come “miglior attrice protagonista” per il ruolo di Leticia Musgrove in Monster’s Ball, di Marc Forster.

«Questo momento è molto più grande di me. È per Dorothy Dandridge, Lena Horne, Diahann Carroll», disse lei, aggiungendo: «È per ogni donna di colore senza nome e senza volto che ora ha una possibilità perché questa porta è stata aperta stasera. Sono così onorata.»

Sono trascorsi ormai 17 anni e la Berry rimane tutt’oggi l’unica attrice di colore ad aver ricevuto la statuetta d’oro in questa categoria.

4) Emma Watson: “Se non ora, quando?” (2014)

A soli 24 anni l’attrice e attivista britannica Emma Watson ha pronunciato un discorso sul femminismo entrato nella storia. Era il 21 settembre del 2014e la Watson era stata nominata Goodwill Ambassador (in italiano “ambasciatrice di buona volontà”) dalla sezione delle Nazioni Unite “UN Women” che si occupa della parità di genere nel mondo.

«Per la cronaca, la definizione di femminismo è: “il credere che uomini e donne debbano avere uguali diritti e opportunità. È la teoria della parità dei sessi in politica, economia e nella società”. Ho iniziato a essere confusa dai preconcetti di genere quando avevo otto anni e venivo chiamata “prepotente” perché volevo dirigere la recita che stavamo preparando per i genitori, mentre ai maschi non veniva detto altrettanto.

Quando a 14 anni ho iniziato a essere sessualizzata da alcune parti della stampa.

Quando a 15 anni alcune delle mie amiche hanno iniziato a uscire dalle squadre sportive in cui erano per paura di apparire troppo muscolose.

Quando a 18 anni i miei amici maschi erano incapaci di esprimere i loro sentimenti.

Ho deciso che ero una femminista e la cosa non mi è sembrata complicata. Ma le mie recenti ricerche mi hanno fatto scoprire che femminismo è diventata una parola impopolare.

(…) Stiamo faticando per trovare una parola che ci unisca, ma la buona notizia è che abbiamo un movimento che ci unisce. Si chiama “HeForShe”. Vi invito a fare un passo avanti, a farvi vedere, ad alzare la voce, a essere lui per lei. E a chiedervi: se non io, chi? Se non ora, quando?».

5) Cate Blanchett agli Oscar (2014)

Nel 2014 Cate Blanchett ha vinto la seconda statuetta d’oro (la prima nel 2004 in The Aviator di Martin Scorsese) come “miglior attrice protagonista” grazie al ruolo in “Blue Jasmine” di Woody Allen. L’attrice australiana ha iniziato il suo discorso in maniera ironica prima invitando il pubblico del Dolby Theatre a non farle la standing ovation, affermando: «Sedetevi, siete troppo vecchi per stare in piedi», poi ha attaccato il business del cinema che non investe abbastanza nei ruoli femminili.

«Forse quelli dell’industria cinematografica pensano ancora … che i film al femminile, quelli con donne al centro, sono prodotti di nicchia. Non è vero, il pubblico li vuole vedere. E fanno anche guadagnare soldi».

6) Patricia Arquette: «È arrivata l’ora della parità!» (2015)

Nel 2015 Patricia Arquette ha vinto l’Oscar nella categoria “miglior attrice non protagonista” in Boyhood, di Richard Linklater. La donna nel suo discorso di ringraziamento ha reso omaggio al cast, alla famiglia e al fidanzato Eric White, ma non solo. La donna ha colto la palla al balzo per ricordare al pubblico dell’Academy come “le donne non hanno pari diritti negli Stati Uniti perché la Costituzione non è stata scritta pensando a loro”.   Non sono mancate le reazioni del pubblico, specialmente da parte di Meryl Streep e Jennifer Lopez visibilmente felici.

«A tutte le donne che hanno fatto nascere i cittadini e i contribuenti di questo Paese, ci siamo battute per il diritto all’uguaglianza di tutti gli altri, è ora che ci sia anche uguaglianza di retribuzione una volta per tutte. L’uguaglianza dei diritti per tutte le donne d’America».

7) Meghan Markle: «Femminismo significa equità» (2018)

Ex attrice hollywoodiana e dal maggio 2018 duchessa del Sussex, Meghan Markle si è sempre esposta a favore dalla parità di genere ancor prima di divenire un membro della Royal Family. Le sue battaglie iniziano infatti già in tenera età: a 11 anni, ad esempio, scrisse ad una multinazionale di detersivi accusandola di sessismo: a lavare i piatti era sempre una donna. Riuscì, grazie all’intervento di Hilary Clinton, a cambiare lo spot.

La Markle si è sempre definita negli anni «fiera di essere donna e femminista» e ha ribadito la sua posizione anche nel discorso che ha tenuto in Nuova Zelanda nell’ottobre 2018 alla Government House a Wellington.  Ricordiamo che i Windsor non votano e devono esporsi sempre in maniera neutrale, ma non è il caso della Markle, ovviamente.

«Siamo orgogliosi di potere essere qui stasera a celebrare con voi il 125 ° anniversario del suffragio femminile nel vostro Paese. Le conquiste delle donne neozelandesi che hanno lottato per il loro diritto al voto, e sono state le prime, sono universalmente ammirate. Nell’onorare questa occasione davvero speciale, ho riflettuto sull’importanza di questo risultato, ma anche sul maggiore impatto che ciò ha su larga scala perché il suffragio femminile riguarda il femminismo e il femminismo riguarda l’uguaglianza dei diritti. Il suffragio universale non riguarda semplicemente il diritto di voto, ma anche ciò che rappresenta: il fondamentale diritto umano di essere in grado di partecipare alle scelte per il proprio futuro e quello della propria comunità. E questo deve essere riconosciuto come diritto di tutti. Anche a quei membri della società che vengono emarginati per motivi di razza, genere, etnia o qualsiasi loro orientamento».

8) Frances McDormand: «Mettetevi comodi perché ho un po’ di cose da dire» (2018)

Nel 2018 l’attrice Frances McDormand vince il suo secondo Oscar (il primo per Fargo dei fratelli Cohen) nella categoria “miglior attrice protagonista” per Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Quello della McDormand è stato il discorso più imprevedibile e applaudito dell’intera serata. Dopo aver invitato tutte le donne della platea ad alzarsi in piedi la donna, visibilmente commossa, si è rivolta a Meryl Streep: «Meryl, if you do it, everybody else will», «Se lo fai tu, lo faranno tutte» e ha concluso il suo discorso dicendo:

«Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: INCLUSION RIDER».

9) Oprah Winfrey ai Golden Globe (2018)

Conduttrice, attrice e imprenditrice televisiva. Oprah viene considerata “l’afroamericana più potente d’America” e in molti sognano una sua candidatura alla Casa Bianca. Nel 2018, la Winfrey, ha vinto un premio dedicato al regista Cecil B. DeMille e in quest’occasione ha tenuto un discorso sulla questione razziale e sul ruolo delle donne. Ha parlato di Sidney Poitier (il primo attore nero a vincere l’Oscar), di Rosa Parks e di Recy Taylor (che negli anni Quaranta fu rapita e violentata da sei uomini).

«Nel 1944, Recy Taylor era una giovane moglie e madre. Stava tornando dalla messa a Abbeville, in Alabama, quando sei uomini bianchi armati l’hanno rapita, stuprata e abbandonata con gli occhi bendati sul ciglio della strada che dalla chiesa portava a casa sua. (…) Lei ha vissuto, come tutte noi abbiamo vissuto, troppi anni in una cultura ferita da uomini potenti. Per troppo tempo le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno osato raccontare la loro verità al potere di questi uomini. Ma il loro tempo è finito. Il loro tempo è finito.

Il loro tempo è finito! E io spero, spero che Recy Taylor sia morta nella consapevolezza che la sua verità, così come la verità di tante altre donne che in questi anni sono state tormentate, o che lo sono tuttora, sta venendo fuori. Doveva essere da qualche parte, nel cuore di Rosa Parks, quasi 11 anni dopo, quando ha preso la decisione di rimanere seduta in quell’autobus a Montgomery ed è qui con ogni donna che ha deciso di dire “Me too”. E in ogni uomo, in ogni uomo che ha deciso di ascoltare.

Nella mia carriera, quello che ho sempre cercato di fare al meglio, in televisione o nei film, è di raccontare qualcosa di come le donne e gli uomini si comportano davvero. Di raccontare come proviamo vergogna, amore o rabbia, come falliamo, come ci ritiriamo, come perseveriamo e come vinciamo.

Ho intervistato e ritratto persone che hanno sopportato alcune delle cose più brutte che la vita possa gettarti addosso, ma l’unica qualità che ognuna di loro sembrava avere in comune con le altre era quella di mantenere la speranza in un mattino più luminoso, persino durante le nostre notti più buie. Quindi io voglio che tutte le ragazze che ora stanno guardando sappiano che c’è all’orizzonte un nuovo giorno!».

10) Paola Cortellesi ai David di Donatello 2018

L’attrice, conduttrice e imitatrice romana ha inaugurato la 63esima edizione dei David di Donatello con un monologo contro la violenza sulle donne e la disparità di genere. La donna ha sottolineato come il maschilismo parta dal linguaggio prendendo in considerazione proprio la lingua italiana.

«Un cortigiano: un uomo che vive a corte; una cortigiana: una mignotta (…).
Un uomo di strada: un uomo del popolo. Una donna di strada: una mignotta”.
Sono solo parole, ma la discriminazione nei confronti delle donne parte proprio da qui. “Io che sono donna le sento da tutta una vita e non me sono mai accorta. Sono soltanto parole, certo, però se fossero la traduzione dei pensieri allora sarebbe grave, sarebbe proprio un incubo. Un incubo che, quotidianamente, assume i contorni della realtà. “All’asilo, un bambino maschio potrebbe iniziare a maturare l’idea che le bambine siano meno importanti di lui. Da ragazzo crescere nell’equivoco che le ragazze siano in qualche modo siano di sua proprietà. E poi, da adulto, è solo un’ipotesi eh, potrebbe pensare sia giusto che le sue colleghe vengano pagate meno. E a quel punto non gli sembrerebbe grave neppure offenderle, deriderle, toccarle, palpeggiarle, come si fa con la frutta matura, o con le mucche da latte. Se fosse così potrebbe diventare anche pericoloso…. La donna adulta, o anche giovanissima, potrebbe essere aggredita, picchiata, sfregiata, dall’uomo che la ama. Uno che la ama talmente tanto da pensare che lei, e la sua vita, siano roba sua. Roba sua e, quindi, può farne quello che vuole…”. Ma, in fondo, sono solo parole».

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